E’ finita com’è finita, e cioè negativamente per la Juventus. Che pure l’aveva agguantato, quel risultato. Grazie alla doppietta di un super Higuain, salvo quindi lasciarsi sopraffare da mille storie all’interno dell’unica che contava: quella che ha portato al risultato finale.

Ma cosa non ha funzionato? Certo, qui si potrebbe fare un discorso lungo quanto la tratta Torino-Londra, ma agli occhi è balzato subito quello che si è sbagliato: il rigore di Higuain, il centrocampo, e soprattutto quel mezzo passo in avanti che ha condannato Buffon proprio nel giorno in cui ha certificato la sua permanenza. In ogni caso, andiamo con ordine.

BENEDETTO, MALEDETTO PIPITA

Oh, Higuain è stato il migliore in campo: e quell’errore, per quanto pesante, glielo si perdona volentieri. Solo che… solo che nelle occasioni importanti, Gonzalo non è solito pesare. Alzi la mano chi pensava sbagliasse: è successo al Mondiale con conseguenze catastrofiche, con il Napoli nello spareggio per andare in Champions contro la Lazio. Infine, a Torino col Tottenham. Meraviglioso campione, forse però dovrebbe lavorare sull’aspetto psicologico. Che gli pesa, eccome. Chi sostiene il contrario vada pure a riguardarsi le ultime uscite dell’argentino: pazzesco quando si tratta di arrotondare, meno efficace se si parla di deciderla. Va bene così, resta – nonostante quel momento – tra i migliori centravanti che esistano su questo pianeta.

MA IL CENTROCAMPO?

Vero: Allegri l’ha disegnato a suo piacimento, il diktat era chiaro e totalmente rivolto verso Douglas. La Juve con una mediana folta avrebbe rischiato di tener duro e non di affondare i colpi. Poi però il match si è messo fin troppo bene: lì è venuto meno completamente il filtro della mediana. E soprattutto Sami Khedira, l’unico a restare nella sua mattonella di campo e a non coprire su quel Pjanic completamente pressato e senza possibilità di respiiro. Ecco, una domanda che avremmo voluto fare ad Allegri: ma perché non passare subito alle vecchie certezze? Sarebbe stato così controproducente? Il senno del poi è bello, ma non risolve nulla. Ancor meno certe notti di Champions.

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MALE, MALISSIMO GIGI

Premessa: non avesse sbagliato sulla punizione, quell’uscita avventata che è valsa il primo gol di Kane sarebbe passata alla storia solo per i taccuini. Invece Gigi ci ha messo del suo: l’errore sulla punizione di Eriksen è da matita blu. E sì, capita anche a lui. Lui che a 40 anni ha deciso di restare e di non togliere i remi dalla barca. Lui che però ora deve rispondere da grande campione qual è: ma basterà ad eliminare ogni dubbio? Basterà a tenere ancora fuori Szczesny?