Maurizio Sarri ha raccolto un’eredità pesante. Allegri a Torino aveva vinto cinque scudetti, quattro coppe Italia e due Supercoppe italiane. Era chiaro a tutti che non sarebbe stato facile per il tecnico di Filigne Valdarno riuscire a raccogliere tale eredità. Agnelli in estate ha fatto una scelta coraggiosa: rinunciare ad un tecnico che aveva vinto tutto per prenderne uno che aveva appena iniziato a vincere. I primi sei mesi del tecnico sono stati in chiaroscuro. La squadra ha chiuso al primo posto sia in campionato che nel girone di Champions, ma non ha mai dato l’idea di dominio che ci si aspettava. Inoltre, ha perso la Supercoppa italiana contro la Lazio, la stessa squadra che poche settimane prima le aveva dato un’altra lezione di calcio. Analizziamo quindi gli errori di Sarri in questa prima fase.

Difesa colabrodo

La Juventus con Sarri non è riuscita a chiudere la propria porta. Solo in cinque occasioni su diciassette in serie A Szczesny e Buffon sono rimasti imbattuti. Meglio in Champions con tre clean sheet su sei. Al di là di ciò, però, la difesa bianconera dà sempre l’impressione di essere vulnerabile.Questo non è spiegabile solo con il cambio di impostazione tattica. Il fatto che i bianconeri abbiano un baricentro più alto non influisce sul rendimento della difesa. Gli errori, infatti, sono sempre di posizionamento in fase di non possesso o sui calci piazzati. Non essere riuscito a porre rimedio a questa situazione in cinque mesi è un peccato mortale per Sarri. Ci si augura che qualcosa cambi con l’anno nuovo.

Centrocampo fragile

Con l’avvento di Sarri, tutti si aspettavano un cambio di passo, soprattutto a centrocampo. L’arrivo di Rabiot e Ramsey andavano in questo senso. Ci si attendeva l’esplosione di Bernardeschi, la definitiva consacrazione di Emre Can. Nulla di tutto questo è successo. Il francese e il gallese sono ancora due oggetti misteriosi. L’ex Fiorentina è addirittura involuto. La gestione del tedesco è stata disastrosa. Fuori dalla lista Champions a beneficio di Matuidi trentaduenne in scadenza di contratto,ignorato per tutta la stagione e praticamente con il cartello “vendesi” appeso al collo. Così la Juve si è ritrovato con lo stesso centrocampo dello scorso anno, vecchio e lento, in una squadra che ha bisogno di forza e velocità. Un disastro.

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Attacco anemico

Il Napoli e il Chelsea, perfino l’Empoli guidati da Maurizio Sarri segnavano parecchio. La Juventus fa molta più fatica a concretizzare. Non è solo un problema legato a Ronaldo. Anche Higuain e Dybala per il loro potenziale sono sotto i propri standard. L’impressione è che questa non sia ancora la squadra dell’ex tecnico del Napoli. Non vi sono i movimenti richiesti da parte delle punte, c’è troppa fretta in fase conclusiva e poca lucidità. Insomma: nulla di ciò che ci si aspettava.

Maurizio Sarri: è tutto da buttare?

Leggendo i tre capi d’accusa senza conoscere la reale situazione della Juventus, si direbbe che la squadra sia all’ultimo posto in classifica e fuori dalle coppe. Non è così. Sarri sta lentamente cambiando mentalità ad una squadra abituata a giocare per cinque anni con un altro stile. E’ indubbio che ci voglia tempo. Va detto, però, che alla Juventus più che in ogni altro club vanno centrati gli obiettivi. Se a fine stagione la squadra avesse perso lo scudetto e non fosse arrivato quantomeno in semifinale Champions, data la rosa a disposizione, si potrebbe già parlare di mezzo fallimento. Per questo è necessario porre rimedio ai difetti dei bianconeri evidenziati in questa fase.