Alla fine, ce l’hanno fatta. Dopo tanto patire, la Juventus ha portato a casa una partita sporchissima, bruttissima, ma verissima. Del resto, la differenza tra le due squadre passa proprio per quei 3 punti portati a casa dai bianconeri. Belli, sudati e importanti. Ma con dei ‘ma’ da registrare: su tutti, quelli riguardo agli infortuni.

Eh, sì. Perché non è stata tutta rose e fiori: al decimo minuto, ad esempio, è toccato a Gonzalo Higuain rifugiarsi in panchina. Non proprio per gli insulti, quanto per quella caviglia che non finiva di dargli noia. Alla fine? Leggera distorsione, Tottenham a rischio. E’ andata decisamente peggio a Federico Bernardeschi e al suo problema al ginocchio: fuori un mese, il toscano. Un peccato visti gli ultimi match in cui è stato l’indiscusso protagonista.

Ma andiamo con ordine.

1. LA JUVE E’ PIU’ FORTE DI TUTTO

La Juve è più forte di tutto non perché ha la rosa più forte di tutte, è semplicemente una questione di mentalità. E di gestione. Sì, perché i sei punti tra Firenze e Derby sono tutt’altro che un inno a questa squadra: sono la manifestazione perfetta dell’era Allegri. Non bellissima da vedere – o almeno solo a tratti – ma devastante, concreta, perfetta nelle sue imperfezioni. Ecco il primo elemento, dunque: la Juve batte tutti, anche la sfortuna. E non ha pietà di nessuno.

2. ORA VA RIASSETTATA L’INTERA SQUADRA

Ok, fuori Higuain: torna Mandzukic dall’influenza, senza problemi. Ok, fuori Bernardeschi: ma c’è Dybala. Chiaro che l’emergenza resti, ma il continuo ‘cambio’ in infermeria permette ugualmente ad Allegri di provare a sorridere: chi accusa i bianconeri di vincere per la profondità della rosa, un po’ ha ragione, un po’ ha torto. Del resto, le grandi imprese si costruiscono con gli uomini migliori. Dispiace solo per Max: era convinto di avere tutti a disposizione dalla settimana prossima, si ritroverà senza i due uomini migliori nelle ultime apparizioni. Ne saprà fare a meno.

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3. MURO DEL TEK

Szczesny è tornato, ma il Toro gli ha dato una mano. Il portiere polacco ha chiuso il suo dodicesimo clean sheet in qualcosa come venti partite. Un manifesto dell’impenetrabilità di questa squadra. Brava oggi ad aiutare un grande Rugani, e brava soprattutto nel non lasciarsi sopraffare dalle mancanze in campo. Su tutte: quella di Benatia. Fondamentale come pochi, bravo come nessuno. Ma Tek e Daniele sono stati pazzeschi, Buffon e Medhi possono dormire sogni tranquilli. In attesa di ritornare più forti di prima, s’intende.