L’urna di Nyon ha dato alla Juventus di Massimiliano Allegri il Tottenham. Un avversario prevedibile, quantomeno per la nazionalità: su 7 possibili scontri per i bianconeri, 4 erano inglesi.

Il sorteggio poteva andare molto peggio, visto che la compagine Campione d’Italia aveva la possibilità di poter pescare PSG, Manchester City e Manchester United tra le altre, così come c’era la possibilità di avere come avversario il Besiktas, sicuramente più abbordabile. Da questo punto di vista, però, è sicuramente non da sottovalutare il Tottenham di Pochettino, che si è mostrata una grande corazzata, soprattutto in Champions League.

Migliore squadra della fase a gironi

Gli Spurs sono stati, infatti, la squadra che ha realizzato il maggior numero di punti nella prima fase della coppa, ben 16. E dire che nel suo girone c’erano Borussia Dortmund e Real Madrid, con la squadra di Pochettino era indiziata per non qualificarsi nemmeno agli ottavi.

C’è stata un’inversione di rotta rispetto all’anno scorso, quando il Tottenham riuscì a tenere testa per buona parte della stagione al Chelsea in Premier League ma fallì miseramente in Europa; quest’anno c’è stato un periodo di appannamento in campionato, lasciando scappare via le rivali (gli Spurs sono sesti a -18 dall’imprendibile City), ma, come abbiamo detto, hanno disputato un’ottima prima fase europea.

Come gioca il Tottenham

Come gioca la squadra di Pochettino? Beh, in realtà, l’idea di gioco è simile a quella della Juventus. Un 4-2-3-1 in cui ci sono due centrocampisti, Dembele e Dier, in grado di dare sia quantità che qualità. La forza degli inglesi risiede sicuramente nell’attacco: Alli, Eriksen, Son e Kane hanno dimostrato a tutta Europa le loro qualità e sono stati i mattatori assoluti della gara disputata al Wembley contro il Real Madrid. Qualche scricchiolio in più in difesa, vista la propensione offensiva, c’è; da questo punto di vista, Pochettino ha provato a cambiare inserendo la difesa a 3, ma i risultati non sono stati quelli sperati e dopo le sconfitte contro Arsenal e Manchester United è tornato alla difesa a 4. La spina dorsale difensiva è formata da Alderweireld e Vertonghen, senza dimenticare Davinson Sanchez, stella colombiana acquistata per 40 milioni dall’Ajax. In porta c’è Hugo Lloris, capitano della Francia e portiere di sicuro affidamento.

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Dove deve colpire la Juve

L’elevata qualità offensiva, relativa soprattutto alle grandissime doti di Alli e Kane, le vere stelle della squadra, in aggiunta all’intensità fisica e alla velocità sugli esterni, rappresenta ovviamente il pericolo principale a cui i bianconeri nel doppio scontro dovranno stare attenti. Ma c’è da dire, però, che dietro gli Spurs scricchiolano: in 16 partite di campionato hanno già subito 14 gol. È lì che la Juventus deve schierare i suoi assi: le incursioni di Dybala, il cinismo di Higuain, la velocità di Douglas Costa potranno entrare nella difesa inglese come coltello nel burro e cercare di portare a casa una qualificazione che non è assolutamente scontata.

Appuntamento prima allo Juventus Stadium, il 13 febbraio; ritorno nel fantastico scenario del Wembley, il 7 marzo.