Manifesta superiorità, niente da opinare. Dopo anni di fervida attesa possiamo finalmente affermare che la Juventus è tornata grande anche al di là delle Alpi.

Maturità zen, tecnica eccelsa, qualità corale e cinismo dei singoli, se queste sono le premesse e se il trend dell’andata si ripeterà anche allo Juventus Stadium, Cardiff ospiterà la finale tra le due squadre europee più forti della temporada.

Vedo molte analogie tra questa Juve e l’Inter del Triplete, conoscendo benissimo il percorso che ha portato i nerazzurri alla conquista del massimo titolo europeo. Mandzukic come Eto’o, Higuain come Milito, Dybala come Sneijder, Bonucci-Chiellini come Lucio e Samuel, un film che stanno rivivendo molti nerazzurri nostalgici. Con tutto il rispetto per il grande Julio Cesar, Buffon però è leggenda. Quello che Gigi sta facendo a 39 y pico años è qualcosa da raccontare un giorno ai propri nipotini seduti davanti ad un focolare di una casa di montagna aspettando il Natale.

Allo stesso tempo vedo molte analogie tra questa Juve e il Real Madrid, due squadre capaci di ipnotizzare l’avversario rendendolo praticamente immune per l’intero corso della gara. Dopo Luís Enrique & Co., Massimiliano Allegri ha dato un’ennesima lezione di gioco e strategia al guru Jardim, anestetizzando un conjunto capace di segnare oltre 120 reti nell’arco di una sola stagione e praticamente imbattibile tra le mura amiche, mica il Chievo di turno. Il Real, a mio modesto parere, è ancora un gradino sopra alla Juve, ma in novanta minuti può succedere di tutto in quanto entrano in gioco centinaia di variabili impazzite difficili da decifrare.

Che dire poi di Dani Alves, bistrattato dalla stampa per buona parte della stagione, ma che nei momenti chiave ha palesamente dimostrato a tutti che cosa significa aver fatto parte di quella squadra che ha dominato il palcoscenico europeo per quasi una decade. Un Marchisio impeccabile, un Pjanic perfetto e un Alex Sandro incontenibile sono gli altri tasselli di un puzzle stupendo, il puzzle bianconero più bello dell’era post Calciopoli.

APPRFONDIMENTI  Allegri l'ha gestita o l'ha sbagliata?

Mancano più o meno duecento minuti alla fine della stagione europea, due gare, due scogli che non sembrano insormontabili per la banda Allegri. Maturità zen, tecnica eccelsa, qualità corale e cinismo dei singoli, questo deve essere il mantra da ripetere da oggi #finoallafine.

Massimiliano Riverso