Una stagione lunghissima, e bellissima, e piena di emozioni. La Juve ha chiuso il campionato con mille sorrisi e altrettante lacrime: Gigi Buffon ha salutato la Juve, probabilmente non il calcio. Ma questo non importa: la bellezza degli abbracci a fine ciclo hanno rivestito il rapporto di finissima seta. E hanno reso il tutto un po’ meno amaro. Di sicuro più intimo. Ecco: anche per questo, i portieri meglio saltarli. E in questo gioco di ruoli, al massimo ricordiamo quanto sia stato importante Szczesny: 11 clean sheet in 17 partite da titolare. E Buffon, 45 giorni fuori, sostituito alla perfezione.

TUTTI DIETRO

Ah, pure in difesa le cose sono andate abbastanza bene: Chiellini ha vinto la palma di mvp della retroguardia, più di tutti. E soprattutto più degli esterni: era fondamentale recuperare De Sciglio e lo si è fatto, ma Alex Sandro ha mostrato dei limiti ben nascosti nell’ultima annata. Chiello vince: per forza, carisma, prestazioni. E vince perché senza Bonucci e con un Barzagli così centellinato non poteva fare altrimenti: si è preso tutto sulle spalle, pure qualche errore di troppo di Benatia. Restano loro i titolari: Caldara può davvero accompagnare, così come la stagione della conferma di Rugani. Insomma: usato che vince, non si cambia.

OSCAR PER LA REGIA

In mezzo è dura: ma diciamo Matuidi. Per l’impegno e la costanza, e poi anche per come si è calato bene nel ruolo. Il centrocampo è stato il reparto in cui la Juventus ha sofferto gli avversari più di ogni altra stagione: ma il francese ha aiutato, eccome. Con i suoi movimenti specialmente, e con la sua duttilità che lo rende unico nel suo genere. E nel suo ruolo. Dai, su: trovatene un altro che scivola sulla sinistra come Blaise. E poi scriveteci…

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COME VOLA DOUGLAS

Più di Cuadrado e dei suoi gol decisivi, più di Bernardeschi e del suo meraviglioso inserimento in squadra. Più anche di Mandzukic e della solita abnegazione. E’ Douglas a spaccare i sogni del Napoli. Del resto: entra lui e fa la differenza. Andasse con più facilità verso la porta, avrebbe un prezzo di oltre centocinquanta milioni. Allegri gli ha dato un senso tattico, lui ha ringraziato con le giocate. Incredibile.

IL PIPITA MVP

I gol pesanti. Quel che conta è questo: è vincere quando si deve, e non mollare. Gli alti e bassi di Higuain sono sotto gli occhi di tutti, Gonzalo però ha fatto gol a Napoli prima e Milano poi. Un gran pezzo di scudetto se l’è cucito addosso, strameritatamente.