E’ tornato Mario. E’ tornato Mandzukic. E si è sentito tutto: in campo, fuori, nelle vene di una partita che è senza eguali. Poi sia andata come andata. L’importante è prendersi quanto di positivo esiste in certe notti: e il volto scelto come copertina è proprio quello del croato. Indomabile. E soprattutto mai domo.

Ma il ritorno di Mandzukic ha anche altri aspetti che vanno analizzati: innanzitutto quello tattico. Nel 4-3-3 della Juventus si muove bene, molto meglio delle ultime uscite con un centrocampo a due che lo costringe a percorrere praterie non più raggiungibili dal suo stato di forma. Del resto, bastava soltanto aspettare giorni migliori: l’attitudine non si perde, la brillantezza sì.

E adesso? Ora Mandzukic si candida seriamente ad un posto da titolare in un attacco che non sa più trovare un posto fisso a Paulo Dybala: Douglas è ormai imprescindibile, Mario non può non giocare. Così come Higuain. Possibile il ritorno al trio alle spalle del Pipita: lì sarebbe perfetto rivedere la Joya proprio dietro il compagno di Selecciòn.

Sul futuro, poi, chissà: la doppietta dell’attaccante contro il Real ha dato certezze e voglia di continuare anche allo stesso giocatore. Ma il domani non cambia. O meglio: non cambiano le prospettive. le offerte dalla Cina arriveranno, e la Juve non lo tratterrà. Nel senso: deciderà lui, che sarà libero di andare se dovesse trovare un accordo con un’altra squadra. Il ruolo nella prossima Juve, infatti, potrebbe essere di gran lunga ridimensionato. E alla Juve, un’offerta di poco superiore ai dieci milioni potrebbe tranquillamente bastare.

Che siano le ultime apparizioni del croato in maglia bianconera? Dovesse restare Allegri su quella panchina, i dubbi rimarrebbero tutti. L’allenatore è stato fondamentale nell’ulteriore processo di crescita di questa squadra: Mandzukic è l’emblema del ‘si può finché si vuole’. E la Juve ne ha ancora tanto, ma tanto bisogno.

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